Civiltà Nafusi: i Berberi del Jebel Nafusa

I Berberi sono una popolazione originaria del Nordafrica, la cui presenza nella zona è largamente testimoniata prima ancora dell’islamizzazione e arabizzazione del Maghreb (‘Occidente‘ in arabo) e dell’ultima grande parentesi del colonialismo occidentale. Il numero dei berberofoni che abitano nei soli Marocco e Algeria si aggira sui cinquanta milioni. “‘Berbero’ deriva dal greco bárbaros e dal latino barbarus, generalmente l’appellativo con cui si indicava chi non parlava né il latino né il greco. La conquista araba causò l’arabizzazione di tale parola, che divenne al-barābir o barābira. Nella loro lingua, il tamazight, i Berberi utilizzano il nome Imazighen (plurale di Amazigh) per definire se stessi; la parola ‘berbero’ è raramente utilizzata. L’etimologia e il significato di questa parola non è univoco: generalmente, dovrebbe indicare il concetto di uomini liberi, anche se secondo altri sta per ‘nobili’. I Berberi propriamente detti sono gli abitanti autoctoni del Nordafrica. Per una serie di motivi storici e ideologici oggi tale nome è solitamente riservato solo a quanti, in Nordafrica, parlano ancora la lingua berbera (Tamazight). Il nome berbero deriva dal francese berbère, che a sua volta riproduce la parola araba barbar, che probabilmente non fa che continuare la parola greco-romana barbaro che designava chi non parlava il latino o il greco. Si veda per esempio Sallustio, nel suo Bellum Iugurthinum in cui la lingua dei Libi è definita “barbara lingua”. Nell’antichità le popolazioni nordafricane erano note sotto varie denominazioni: gli antichi egizi conoscevano i ṯḥnw (nominati dal “Re Scorpione” di età predinastica, intorno al 3000 a.C.), i ṯmḥw, i Rbw (probabilmente da leggere Libu, “Libi”), i mšwš. Capi dei mšwš divennero addirittura faraoni intorno al 1000 a.C. Nello spirito di riscoperta delle proprie tradizioni che anima da alcuni decenni alcuni intellettuali berberi, molti Berberi oggi fanno iniziare il loro calendario dal 950 a.C., approssimativa data di ascesa al trono di Sheshonq I, iniziatore della XXII dinastia, cosiddetta dei “Faraoni Neri”. Per quanto se ne sa, i Berberi sono il popolo indigeno del Nord-Africa. I fossili umani paleolitici affini ai Berberi propriamente detti, sono noti in paleo-antropologia con il nome di uomo di Mechta-Afalou, una variante del paleo-europoide del tipo di Cro-Magnon databile intorno al 20000 a.C.  In epoca successiva, molti nomi di popoli e tribù ci giungono da storici greci e latini, a partire da Erodoto.

Nafusi

Gli Imazighen, cioè i Berberi, sono una popolazione europoide dell’Africa del Nord (Tamazgha). Sembra che almeno fino all’età del Bronzo (circa 1200 a.C.), tra le popolazioni berbere fosse piuttosto diffusa la depigmentazione, come carattere genetico, documentata anche da pitture rupestri del Tassili e in iscrizioni egiziane. La depigmentazione sopravvive in forma residuale ancora oggi particolarmente tra i berberi dell’Atlante in Marocco è anche testimoniato dagli spagnoli per i Guanci delle Canarie. Il significato delle differenze tra il patrimonio genetico dei Berberi rispetto agli altri popoli, che sono molto più marcate rispetto agli arabi del Maghreb piuttosto che rispetto ai popoli europei, e che risultano abbastanza simili a quelle dei popoli nord-europei, rimane a tutt’oggi oscuro. Dal momento che al giorno d’oggi è diffusa la concezione che “africano” sia solo chi ha la pelle scura”, i Berberi rientrano in questa categoria, e sono ritenuti come una popolazione di origine del Nordafrica; viene ritenuta come una popolazione esterna gli Arabi, che sono giunti in queste regioni solo a partire dal VII secolo. In realtà per quanto si risalga indietro nel tempo i Berberi sembrano avere popolato il Nordafrica fin dal Neolitico. Questo popolo è entrato nella storia già 5000 anni fa: popolazioni berbere sono infatti citate nei testi egiziani fin dal 3000 a.C.In particolare, si ricordano i Libi nelle regioni più occidentali, i Numidi nella zona dell’attuale Algeria, i Mauri nell’attuale Marocco, mentre nell’interno vi erano soprattutto i Garamanti e i Getuli. A partire dal I millennio a.C., il Nordafrica conobbe la colonizzazione di vari popoli. Da principio Fenici e Greci (Cartagine è fondata intorno all’814 a.C., Oea-Tripoli nel VII secolo a.C., Cirene intorno al 630 a.C.). In seguito fu il turno dei Romani, che contesero ai Cartaginesi la supremazia sulla regione. Intorno al III secolo a.C. si cominciano ad avere notizie precise su veri e propri Stati berberi, con propri re e una propria organizzazione: i regni di Numidia e di Mauretania. A quest’epoca risalgono alcune figure celebri come Massinissa, Giugurta, Giuba II, ecc.  La maggior parte della popolazione in Algeria, Marocco e Tunisia è di origine berbera. Ma i Berberi si trovano anche in Libia, Mauritania, Egitto e in alcuni stati dell’Africa occidentale, soprattutto nel Niger e in Mali (Tuareg). Le popolazioni berbere nella loro lunga storia non hanno mai effettuato guerre di conquista ma solo subito dominazioni altrui che spesso hanno contrastato aspramente ed efficacemente. I governi dei paesi del Nordafrica, infatti, amano descriversi come arabi e ignorano quasi del tutto la lingua e la cultura nordafricana, tanto che la lingua berbera non è riconosciuta nella costituzione di quasi nessun paese del Maghreb. La riforma costituzionale del 2011 in Marocco ha introdotto il Berbero come lingua ufficiale del regno a fianco dell’arabo. Molte associazioni culturali, in Nordafrica e nei paesi di emigrazione, sono sorte per rappresentare le istanze dei Berberi e per difendere i loro interessi e i loro diritti negati. Dal 1997 esiste un’organizzazione sovrannazionale indipendente. il Congresso Mondiale Amazigh, che mira a rappresentare con una voce unica a livello internazionale le associazioni culturali berbere di ogni parte del mondo.  La lingua berbera o Tamazight appartiene alla famiglia linguistica afroasiatica o camito-semitica. La sua estensione copre tutta l’Africa del Nord, dall’Oceano Atlantico fino all’Egitto occidentale; un tempo sembra che una varietà di berbero fosse parlata anche dai guanci delle Isole Canarie. L’alfabeto della lingua Tamazight è  il Tifinagh propriamente, tifinagh è il plurale di tafineqq, termine di uso più raro, che indica una sola lettera di tale alfabeto. Non esiste un ordine di scrittura e, sebbene la forma più diffusa sia dall’alto verso il basso, sono utilizzati anche il verso da sinistra a destra, e, raramente, anche da destra a sinistra. Non esiste neppure un “ordine alfabetico”, anche se molti autori ricordano una formula “mnemotecnica” che è considerata un pangramma contenente se non tutti, gran parte dei segni dell’alfabeto: « Fadîmata ult Ughnis, aghebbir-nnit ur itweddis, taggalt-nnit märaw iyesân d sedîs .» («Fadimata, figlia di Ughnis: le sue anche non si toccano, (e se vuoi farlo), la sua dote è di sedici cavalli.»). La lingua Tamazight è stata duramente repressa negli anni passati dai paesi del Nordafrica che si proclamano “arabi” e procedono a sistematiche campagne di arabizzazione e ancora oggi, in tali paesi, non esistono canali di diffusione scritta od orale prettamente berberi o reti televisive berbere. Una rete televisiva satellitare in berbero è stata invece realizzata in Francia (“Berber TV”). Ultimamente sono nati due canali televisivi in lingua berbera rispettivamente in Marocco (Canale Tamazight) e Algeria (Tamazight TV).