La fondazione

La Wadi Adrar Fondazione O.N.L.U.S. à strutturata come una organizzazione non lucrativa di utilità sociale (ONLUS) come definita Legge Quadro sul Volontariato 266/91 e seguenti, e dal DL 460/97 sulle O.N.L.U.S. e seguenti. Wadi Adrar Fondazione O.N.L.U.S. nasce come “Fondazione di Comunità” (community foundation), modello nato negli USA e da pochi anni presente anche in Italia, ed il suo funzionamento si basa sulla catalizzazione di risorse. In questo tipo di Fondazione i Fondatori e gli Amministratori pongono la propria immagine a garanzia dellʼaffidabilità dellʼente e della diretta destinazione delle risorse agli scopi dichiarati.

L’area in cui insiste la Fondazione à l’Area Mediterranea in senso lato, nei suoi aspetti geopolitici. Inoltre, il coinvolgimento dei soggetti beneficiari crea un circolo virtuoso per cui la collettività dona risorse alla struttura, che ne garantisce il riutilizzo nel perseguimento delle finalità dichiarate. La comunità cui si rivolge la Fondazione à costituita dalla popolazioni che si affacciano sul Mediterraneo, ed i valori a rischio che la Fondazione si prefigge di preservare sono rappresentati dalle loro culture, dai loro usi e costumi, dai loro beni culturali, e dallʼambiente naturale che le ospita. Questi valori che, pur essendo giunti fino a noi dai tempi più remoti, in alcuni casi non sono sufficientemente documentati e conosciuti, meritano pertanto di essere preservati nel tempo essendo i più minacciati dalla crescente globalizzazione.

I localismi sono considerati dalla Fondazione una risorsa non solo per l’intera comunità mediterranea e lʼUmanità, ma sono ritenuti una possibile fonte di sviluppo sostenibile per lʼinteresse che possono suscitare nella creazione di nuovi flussi di un “Turismo Culturale”, etico e sostenibile, che a sua volta promuove il rispetto per i popoli visitati e l’afflusso di nuove risorse da destinare ad uno sviluppo sostenibile nell’area.

Scopi della Fondazione

Gli scopi che la Fondazione persegue sono lo studio, tutela, valorizzazione e promozione, dei beni comuni così come stabilito dal D.P.R. 1409/1963, dallʼ art. 10 del DL 460/97, e dal D.L. 490/1999 e successivi, ed anche della natura e dellʼambiente nonchè della persona umana in tutte le sue estrisecazioni così come definito dalla sentenza della corte costituzionale n. 210/1987 e successive pronunce dalla Consulta.

Modalità con le quali la Fondazione persegue gli scopi

Le modalità con le quali la Fondazione intende perseguire i propri scopi consistono primariamente nel rispetto e nella valorizzazione della persona umana in generale e delle sue peculiari caratteristiche culturali e tradizionali fintantochè queste non risultino in contrasto con i principi generali del rispetto reciproco, della pace, e del perdono. La Fondazione agisce nel rispetto dellʼAutorità Costituita vigente nel luogo dove opera qualunque essa sia, adeguandosi alle disposizioni e consuetudini locali che non siano in contrasto con i principi generali di cui sopra. La Fondazione opera inoltre nel rispetto dellʼambiente e favorisce la sua valorizzazione mediante lo sviluppo sostenibile. La convinzione che la conoscenza diretta delle culture diverse dalla propria rappresenti il modo migliore per indurne il rispetto, costituisce il motivo per cui la Fondazione promuove e favorisce innanzitutto lo studio scientifico delle culture e dei beni da esse prodotti. Per ottenere i dati scientifici su cui basare la propria azione, la Fondazione finanzia missioni sul campo della propria divisione scientifica rappresentata dal “Gruppo di Studio Multidisciplinare Civiltà ed Architettura Vernacolare Berbera”, cui possono associarsi i Grandi Donatori come ospiti della Fondazione e con il ruolo di spettatori, o di partecipanti attivi. La Fondazione si occupa anche della promozione dei luoghi dove opera e della disseminazione dei risultati ottenuti. Lʼapprovazione della Comunità Scientifica ottenuta a seguito della pubblicazione degli studi sulla letteratura scientifica internazionale fornisce lʼindicazione sulle modalità più idonee con le quali la Fondazione provvede al finanziamento della preservazione ed al restauro conservativo dei beni culturali individuati.

Il nome della fondazione

Deriva dal’unione della parola araba “wadi” ( ودي in arabo) il cui significato da tutti conosciuto à: “valle”, e della parola berbera “adrar”  che in Tamazight significa “montagna”. Nel vernacolo della città in cui la Fondazione nasce, il vernacolo livornese, esiste il detto “Poggio e bua fà piano”, che, tradotto letteralmente in italiano suona: “un monticello sommato ad una buca nel terreno forma una pianura”. La sintesi irriverente e paradossale tipica della mentalità livornese in realtà nasconde una verità profonda che esprime sinteticamente il concetto secondo il quale gli opposti si compensano. Mai come al giorno d’oggi si avverte forte e minacciosa la contrapposizione tra Civiltà Giudaico-Cristiana propria dei paesi occidentali e Islam, che in taluni casi ha dato esiti tragici. A questa tipologia di conflitto interreligioso-interculturale tra occidente ed Islam si somma un altro tipo di conflitto etnico-culturale all’interno dei paesi del Maghreb, tutti di estrazione Islamica, che mette in contrapposizione l’etnia Araba con l’Etnia Berbera, o “Amazigh”, antica denominazione ripresa dalla cultura Ellenica che ha dato origine al mito delle Amazzoni, e con la quale amano definirsi i Berberi moderni. L’essenza di Wadi Adrar Fondazione O.N.L.U.S. à riassunta dalla translitterazione e sintesi del proverbio livornese e manifesta la volontà di svolgere un ruolo importante nell’appianamento di queste tre tipologie di contrapposizione.