Missione di Sopralluogo VIII° 13-23 Marzo 2009
Il Team
La squadra di Wadi Adrar Fondazione ONLUS che ha partecipato alla VIIIa Missione, di Sopralluogo, qui fotografata di fronte all'Arco di Marco Aurelio nel centro storico di Tripoli, era composta da, da sinistra a destra (contrassegnati dall'asterisco* i membri del Gruppo di Studio Multidisciplinare Civiltà ed Architettura Vernacolare Berbera): Dott. Beniamino Polimeni, *Dott. Claudio Bencini, Dott. Fuad Zicrì, Lorenzo Savini, *Prof. Franco Dell'Aquila, Prof.ssa Carmela Crescenzi, Giorgia Zanette e *Dott. Giuseppe Fiorentino. Nel corso delle rilevazioni sul Jebel Garbi i vari Team di Lavoro sono stati guidati dello storico Assistente locale di Wadi Adrar Fondazione ONLUS Ibrahim al Mudir di Kabao, che è stato il centro operativo da cui si sono dipartite le missioni sul territorio.

Ibrahim ed il Dott. Bencini dominano lo spettacolare tramonto sull'Hamada al Hamra dai tetti dei Ghurfa del Gasr Kabao scalati allo scopo di scattare fotografie dall'alto su indicazione del team della Prof.ssa Crescenzi che ha compiuto rilevazioni dalle quali saranno ottenute le restituzioni fotogammetriche tridimensionali e che forniranno una base scientifica per la programmazione delle opere di conservazione e recupero. Sono stati eseguiti rilievi metrici sia con misuratore laser che con rotella metrica e sono state scattate fotografie panoramiche da più punti di vista.
L'ospitalità in grotta
L'ospitalità in grotta
A Kabao, la squadra è stata alloggiata all'inizio del soggiorno in un "Dammous", abitazione troglodita, recentemente costruita nel rispetto della tradizione familiare dal proprietario Noreddin nei recessi del Jebel Nafusah nei pressi di Kabao. In un periodo successivo è stato utilizzato un piccolo albergo con 5 camere ricavato dal restauro di costruzioni di pietra grezza e gesso nell'antico villaggio che circonda il Gasr Kabao. Il Dammous di recente costruzione nel quale hanno soggiornato i componenti dell'equipe scientifica ha fornito un'accoglienza ricca di emozioni e di charme, con un microclima interno caldo ed accogliente nonostante il freddo della notte dell'Hamada al Hamra, che si trova ad oltre 600 mt. SLM. Nonostante la presenza di una cucina interna, i cibi sono stati cucinati sulla brace all'esterno, secondo la tradizione berbera. I componenti della missione hanno vissuto secondo le usanze locali, mangiando da un vassoio comune, seduti in terra e dormendo tutti insieme nel locale piu' ampio. Unico neo, le dimensioni del bagno: migliaia di Km2.
I gruppi di lavoro
I gruppi di lavoro
I gruppi di lavoro principali erano tre: la squadra facente parte del "Gruppo di Studio Multidisciplinare Civiltà ed Architettura Vernacolare Berbera" composta dal Prof. Dell'Aquila e dal Dott. Fiorentino, oramai affiatata da anni di lavoro comune, ha rilevato principalmente antiche moschee, chiese e sinagoghe, ed insediamenti rupestri, ed è qui ritratta mentre ispeziona una delle due rarissime moschee troglodite scoperte durante la missione. La squadra facente capo al Dipartimento di Progettazione dell'Architettura dell'Università di Firenze guidata dalla Professoressa Crescenzi assistita nei rilievi metrici dalla laureanda Giorgia Zanette, e nei rilievi eidometrici tridimensionali da Lorenzo Savini. Infine, il Dott. Polimeni della Scuola Nazionale di Dottorato in Scienze della Rappresentazione e del Rilievo dell'Università di Reggio Calabria ha eseguito misurazioni, rilievi metrici e fotogammetrici sopratutto a carico del Gasr Nalut e dell'architettura vernacolare circostante costituente l'antico villaggio di pietra grezza e gesso. I componenti di ogni singola squadra hanno anche partecipato al lavoro delle altre squadre in ogni possibile occasione.
Materiali e metodi di studio

Oggetto di studio da parte della missione sono stati numerosi Gasr, villaggi rupestri, antiche moschee, antiche chiese ed antiche sinagoghe situate nel Jebel Nafusah libico, in parte inesplorate e sconosciute alla scienza occidentale, dei quali numerosi mai documentati prima d'ora. Nella foto, il Gasr Ouled Mahmud, sconosciuto nonostante sia posto a soli 7 km in linea d'aria dal Gasr Nalut, e sia facilmente accessibile in auto ed a piedi per un breve tratto. Essendo tutt'ora in buono stato di conservazione e ricco di fascino, potrebbe costituire una meta turistica di indubbio valore.
Risultati dello studio

Figura 1: Dott. Geogia Zanette
ricostruzione tridimensionale del Gasr Ouled Mahmoud mediante tecnica originale
Rilievi metrici e fotogammetria, associati alla tecnica della nuvola di punti sono stati utilizzati nella messa a punto di un sistema originale di ricostruzione tridimensionale al vero di alcuni Gasr finora mai studiati.

Fig 2: Dott. Beniamino Polimeni
rappresentaziione tridimensionale di ipotesi delle antiche modalità di inurbamento nel Jebel Garbi
La rappresentazione tridimensionale del territorio permette di valutare l'esposizione ai movimenti delle masse d'aria degli insediamenti abitativi stagionali e stanziali, ed a ricosruire possibili flussi migratori su piccola scala del passato.

Figura 3: Dott. Beniamino Polimeni
rappresentazione schematica dell'individuazione dello schema delle reti di insediamenti antropici nel Jebel Garbi libico, e dei loro rapporti con il sistema degli wadian.
La rappresentazione tridimensionale della falesia del Jebel Garbi con i suoi wadian premette l'individuazione dei possibili rapporti tra lo schema distributivo ed i legami funzionali tra gli insediamenti antropici e con il territorio.
La cooperazione scientifica
Alla fine del soggiorno in Libia, i componenti della Missione hanno incontrato il Rettore Dr. Mostafa Fellani, la Dirigenza ed il Corpo Docente dell'Università Alrefak di Tripoli www.alrefak.org/site/ nell'intento di instaurare un rapporto di collaborazione tra Wadi Adrar Fondazione ONLUS ed una delle maggiori Università private della Libia. Promotore dell'accordo il Prof. Ahmed al Ghanimi, Professor Emeritus in Architettura dell'Università Statale Alfateh di Tripoli www.alfateh.edu.ly/sites/pageslist.aspx ed attuale Direttore del Dipartimento di Ingegneria dell'Università Alrefak. Nei prossimi mesi verranno svolti i passi necessari alla formalizzazione dell'accordo.
Le potenzialità delle metodiche informatiche originali utilizzate dalla Professoressa Crescenzi nelle tecniche di rilievo, progettazione, restituzione e restauro architettonico e del paesaggio sono state illustrate al Corpo Docente ed alla Direttrice dell'Università Alrefak Dott.ssa Muhiba Mahmud Franca, ottenendo un forte consenso. Da parte dell'Università libica è stato proposto alla Professoressa Crescenzi di tutorare tesi di laurea in Architettura presso l'Università privata di Tripoli.
I contatti umani
I contatti umani

Il più anziano abitante del Jebel Nafusah, che risiede a Kabao, all'età di 108 anni, in una intervista esclusiva per Wadi Adrar Fondazione ONLUS, ricorda ancora chiaramente i giochi in bicicletta dei figli di Italo Balbo ancora bambini, al tempo in cui Balbo era Governatore della Libia, e si dichiara tuttora orgoglioso di essere stato la sua Guardia del Corpo personale. Nei suoi ricordi anche la strage di oltre 400 soldati italiani compiuta dai Berberi in occasione dell'avanzata delle forze di occupazione italiane. Lo "Shibani" ricorda che il Capo del Villaggio di allora andò incontro all'esercito italiano proponendo un accordo pacifico, ottenendo l'immunità per gli abitanti del villaggio a patto che concedessero ai soldati le grazie di 40 delle loro donne. Nei ricordi dello "Haj", i pochi abitanti del villaggio risposero al ricatto con una reazione feroce che costrinse l'esercito italiano ad aggirare il villaggio senza averlo potuto sottomettere, e lasciando sul campo oltre 400 caduti.

