Parti con noi

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PARTIRE CON WADI ADRAR FONDAZIONE ONLUS

 Chi può partire con Wadi Adrar

  • Possono partire con Wadi Adrar i Membri del “Gruppo di Studio Multidisciplinare Civiltà ed Architettura Vernacolare Berbera”, ma anche Ricercatori Universitari, Esperti nella Materia, Grandi Donatori, e Viaggiatori curiosi di conoscere il Popolo Libico e le ricchezze dell’Architettura Vernacolare Berbera sotto un punto di vista nuovo ed accessibile a pochi.

Perché partire con Wadi Adrar

  • L’interno della Libia conserva monumenti ancora sconosciuti agli stessi Libici che abitano le due grandi Città costiere, che sono proiettate verso la Cultura Occidentale, e gli studi degli Archeologi sono indirizzato esclusivamente ai resti romani e greci della costa, alla città di Ghadamés, ed ai petroglifi nel deserto del sud del paese. Nessuno prima di Wadi Adrar ha mai considerato degni di attenzione e studio i resti millenari dell’Architettura Vernacolare Berbera del Jebel Nafusa. Addirittura, durante la dittatura di Gheddafi, il termine “berbero” era un temine sensibile, ed il solo dimostrare interesse per questi resti era considerato con ostilità dal Regime, e, di conseguenza, dalle Rappresentanze Ufficiali del Governo Italiano. La Popolazione Berbera ha vissuto in semi-clandestinità per oltre un secolo, e per questo motivo i resti della loro civiltà sono rimasti immutatida quando il Regime ha cacciati dalle proprie abitazioni tradizionali gli abitanti del Jebel. Negli oltre 2.000 Km q del Jebel Nafusa i Ricercatori trovano ricchi campi di ricerca ancora inesplorati, ed i Viaggiatori che accompagnano Wadi Adrar possono entrare in contatto con la popolazione Araba e Berbera partecipando alla vita familiare e privata degli Arabi e dei Berberi della Libia, vivendo esperienze impossibili in altri contesti. Al fine di rendere quanto più interessanti possibile le esperienze delle missioni, e per non turbare gli equilibri stabiliti e per mantenere il rapporto originale e genuino con i locali, Wadi Adrar ha adottato norme comportamentali delle quali chiede il rispetto ai componenti delle Missioni, Ricercatori o Viaggiatori.

Il Turismo Responsabile 

  • Attualmente il turismo rappresenta la principale attività economica mondiale in quanto sposta oltre 5 miliardi di persone ogni anno, delle quali quasi 600 milioni verso l’estero, occupa milioni di lavoratori, vale a dire 1 ogni 15 occupati in tutto il mondo, ed è destinato ad una ulteriore crescita grazie allo sviluppo dei trasporti e comunicazioni. Poichè il turismo di massa e di lusso ha spesso sortito effetti negativi su ambienti, culture, società, ed economie nei paesi di destinazione, in particolare nel sud del mondo, è fondamentale che per il suo sviluppo siano stabiliti limiti precisi e condizioni di attuazione appropriate. Il turismo sostenibile e responsabile intende quindi sviluppare una maggior attenzione all’interazione tra turisti, industria turistica e comunità ospitanti, per favorire un vero rispetto delle diversità culturali, ed una disponibilità di adattamento ad abitudini e modi diversi dai propri, riducendo al minimo i danni dell’impatto socioculturale ed ambientale prodotto dai flussi turistici.

Il Viaggiatore Responsabile

  • Prima del viaggio dovrebbe innazitutto interrogarsi sulle reali aspettative e motivazioni del suo viaggio, informarsi sul contesto socioculturale che intende visitare, e prepararsi ad entrare in contatto con le realtà locali che potrebbero ospitarlo od esponenti della società civile del luogo di destinazione. Il Viaggiatore Responsabile dovrebbe anche rendersi attivamente disponibile ad incontri preparatori con i futuri compagni di viaggio e l’accompagnatore per amalgamare il gruppo e rendere il più possibile godibile il viaggio. Nei confronti degli organizzatori del viaggio, il Viaggiatore Responsabile dovrebbe sollecitare garanzie sulla qualità del viaggio dal punto di vista etico, cioè sulle sue caratteristiche ambientali, economiche e sociali, e dovrebbe pretendere la trasparenza nella formulazione del prezzo in rapporto alla percentuale finale che rimane a vantaggio della comunità ospitante.
  • Durante il viaggio dovrebbe sforzarsi di considerare positivo condividere gli aspetti della vita quotidiana locale senza pretendere privilegi o pratiche che possono avere un impatto negativo sui locali, dovrebbe porre attenzione a non ostentare ricchezza o lusso non consone rispetto al livello di vita locale, e dovrebbe evitare comportamenti considerati offensivi secondo gli usi e costumi locali.

 L’Organizzatore Responsabile 

  • Prima del viaggio, dovrebbe fornire informazioni sulla descrizione geografico-ambientale, sulla situazione socioeconomica e politica locale, su eventuali progetti di cooperazione in atto, e sulle norme di comportamento consigliate. Dovrebbe organizzare gruppi comprendenti un limitato numero di persone in modo che i partecipanti possano entrare più facilmente in contato con le realtà locali, specialmente se presentano caratteristiche di fragilità.
  • Durante il viaggio, dovrebbe privilegiare alloggi, e ristoranti strutturalmente compatibili con l’ambiente, e dovrebbe privilegiare servizi di accoglienza in linea con la cultura del luogo, per esempio non ricercando cibi estranei alla cultura locale. Il gruppo dovrebbe essere affiancato da un accompagnatore opportunamente formato e che svolga anche funzioni di facilitatore interculturale. L’Organizzatore Responsabile dovrebbe anche privilegiare servizi di accoglienza di tipo familiare o di piccola scala, servizi locali che minimizzino il divario tra le possibilità di fruizione tra il viaggiatore e la gente del posto, e verificare che parte dei soldi spesi dai turisti venga ridistribuita in modo equo a livello locale.

Condizioni

  • Passaporto: deve essere valido per almeno 6 mesi alla data della partenza, e non deve possedere visti di Israele.
  • Timbro bilingue: deve essere stampato sul passaporto dalla questura abilitata più vicina alla città di residenza. Il timbro viene fornito privo di testo, che deve essere scritto a mano in arabo, e può essere redatto da un traduttore certificato a cura dell’intestatario. La fondazione può farsi carico dell’ottenimento del timbro bilingue purchè il passaporto sia fisicamente fatto pervenire in possesso alla Fondazione almeno un mese prima della data prevista per la partenza. La Fondazione provvederà alla riconsegna del documento al momento della partenza se non diversamente specificato di volta in volta.
  • Visto: viene applicato sul passaporto dalla Fondazione all’arrivo all’aeroporto Kleyate di Tripoli, purchè pervenga alla Fondazione una copia scannerizzata del passaporto allegata ad una e-mail, almeno un mese prima della data di partenza.
  • Cure Mediche e Farmaci: in Libia sono a pagamento del partecipante se non residente, di ottima qualità, ma a costi molto inferiori rispetto all’Italia. La Fondazione garantisce assistenza medica durante tutta la durata della permanenza in Libia presso I migliori Ospedali Pubblici, le migliori Cliniche Universitarie e Laboratori Privati nelle vicinanze di ogni punto di sosta.
  • Vestiario: sarà leggero color sabbia, maniche e pantaloni lunghi, scarpe da trekking, giacchetto leggero di tela. Per rispetto alla cultura locale si raccomanda di acquistare, nel Suk di Tripoli, vestiti tradizionali da utilizzare nella zona del Jebel e nelle visite alle famiglie ospitanti.

    Abiti giusti

    Gli abiti giusti da indossare durante le missioni

  • La tipica sopravveste maschile libica

    La tipica sopravveste maschile libica

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    La “Farrasha” la tipica sopravveste femminile libica.

  • Hardware: si possono portare tutti gli apparecchi elettronici necessari, compreso il PC portatile.
  • Voltaggio: 220 Volts, 50 Hz, come in Italia, senza adattatori per le prese.
  • Comunicazioni: in tutto il territorio nazionale è possibile comunicare in Libia ed all’Estero con il proprio cellulare italiano. Per chi lo desidera, è possibile comperare una SIM locale per  comunicazioni a basso prezzo in Libia.
  • Pasti: Quando si è a tavola ospiti di commensali libici si mangia con le mani, seduti a terra, pescando da un vassoio comune e si appoggiano fuori dal piatto comune, sulla tovaglia, i resti di cibo che noi solamente sposteremmo sul bordo. I cibi sono anche molto piccanti e non vengono serviti alcolici, ma acqua naturale, Pepsi-Cola, succhi di frutta gasati e birra analcolica. Contrariamente alle dicerie, è considerata assolutamente proscritta e disdicevole ogni manifestazione corporale!
  • Pasto serale tipico servito all'interno dell'Abitazione Trogloditica tipica del Jebel Nafusa

    Pasto serale tipico servito all’interno dell’Abitazione Trogloditica tipica del Jebel Nafusa: il “Dammous”

  • Carta igienica e scopettino: non sono previsti nella cultura araba in generale. Tutti i bagni possiedono però una doccetta accanto alla tazza dei servizi igienici. Portare con sè quindi una scorta di carta e magari dei copriwater monouso. Carta igienica e scopettino si trovano solo negli alberghi!
  • Pernottamento nelle abitazioni troglodite: localmente si usa andare a dormire con gli stessi abiti tradizionali utilizzati durante il giorno. Il pigiama non è contemplato nella cultura locale. Usualmente vengono offerti come giaciglio gli stessi materassini utilizzati durante il giorno come divani, senza alcun lenzuolo, ma solo con coperte locali, e non esistono cuscini per la testa. Per coloro i quali trovano difficile adattarsi, è consigliabile portare con sè un lenzuolo per foderare il materassino, ed una federa da riempire con vestiario per essere utilizzata come cuscino.

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