Gasr

Affacciati sulla Falesia del Jebel Nafusah, adagiati alle sue falde, od arroccati su picchi impervi, rimangono solo 4 dei numerosi Gasr che sorgevano nella regione Nafusi, distrutti in gran parte dapprima dalle armate islamiche e successivamente bombardati dalle cannonate degli eserciti Ottomani nel tentativo di assoggettare le popolazioni locali privandole delle loro riserve. I Gasr rappresentano l'elemento di maggiore caratterizzazione del paesaggio e la più spettacolare attrattiva turistica. Gli aspetti di interesse architettonico, storico, antropologico, paesaggistico e di interazione dell'uomo con il territorio ostile del deserto sassoso del Jebel Nafusah rendono estremamente preziosi i Gasr sia per il paesaggio locale, che per l'economia in quanto possibili mete per un turismo culturale e responsabile. Per questi motivi, i maggiori sforzi del “Gruppo di Studio Multidisciplinare Civiltà ed Architettura Vernacolare Berbera”  sono volti alla rilevazione ed interpretazione delle caratteristiche di questa tipologia monumentale prettamente caratterizzante il territorio.
 

Gasr Nalut, il più famoso, sulla rotta per Ghadamès, il più spettacolare ed il più visitato dagli stranieri di passaggio,

 

 

  
 
Gasr al Haj, adagiato nella pianura del Jifarah a pochi Km dalla costa, il più turisticizzato e rimaneggiato dell'intera Libia. Il villaggio di pietra grezza e malta di gesso che lo accoglieva è stato raso al suolo per creare uno spazio che ne esalta la bellezza. Al giorno d'oggi, sotto una guida illuminata, probabilmente le scelte sarebbero state diverse.

 

Gasr Kabaw, posto sull'orlo di uno splendido canyon che fende la falesia del Jebel Nafusah a pochi Km da Nalut, praticamente sconosciuto, restaurato con cura e sapienza, è molto ben mantenuto all'interno dell'antico villaggio, in parte ristrutturato e che ospita una Guest-House in una antica costruzione fresca di restauro.

 
 

Gasr Uazzin, sconosciuto anche alla maggioranza dei libici, si trova a più di 700 m.s.l. arroccato su un picco roccioso che sovrasta un antico villaggio di pietra grezza e malta di gesso posto vicino alla frontiera tunisina, dove si distingue ancora una scuola costruita sulla cresta rocciosa dagli italiani durante l'occupazione del secolo scorso, e dove numerosi Nafusi tuttora abitano le proprie case troglodite.